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Le percentuali usate sono indicate nei consigli di coltivazione. Nelle foto sono stati riportati e fotografati solo gli inerti più comunemente usati .Le miscele devono essere bilanciate in base alle piante da coltivare, in particolar modo basandosi sui dati di località e sugli areali di distribuzione delle specie. In generale le piante provenienti dal nord e centro America richiedono composte più povere in umus, mentre quelle provenienti dal sud America, Argentina, Brasile, ecc. richiedono composte più ricche, salvo alcune eccezioni. Il nostro terriccio dovrà essere bilanciato in modo da poter trattenere l'umidità per il lasso di tempo desiderato. In questo influiranno diversi fattori: la misura del vaso, le temperature, l'umidità dell'aria, la ventilazione, la granulometria del terriccio usato, ecc. Potremo regolare la capacità del nostro terriccio di trattenere più o meno l'umidità usando una granulometria più fine senza dover ricorrere necessariamente al terriccio di foglie o alla torba. In questo modo riusciremo sicuramente ad avere una pianta sana e robusta con un apparato radicale ben costruito.Tra i materiali elencati che assorbono e trattengono l'acqua più a lungo abbiamo nell'ordine: il terriccio di foglie, la torba, la pietra pomice, il lapillo o la pozzolana, l'agriperlite. 
 La pozzolana è una miscela di silicati e carbonati di origine vulcanica prende il nome dal principale luogo di estrazione situato nei pressi di Pozzuoli. E una piroclastite sciolta, frammenti e sospensioni di materiale lavico sedimentato a granulometria variabile dal limo alla sabbia, con grani che vanno dalla piccola alla media grandezza. Quella da noi usata proviene dai dintorni di Roma e può essere trovata di due tipi, grigia e rossa, entrambe con elevata porosità . 
 L'agriperlite è una roccia vetrosa che se portata ad elevate temperature e poi raffreddata ha la capacità di espandersi fino a circa venti volte il volume originario. E molto simile alla riolite( roccia effusiva acida)ed ha in comune sia il colore (bianco,rosato) che la composizione (70-80% di silicio). Ha il vantaggio di poter alleggerire il terreno e permette alla pianta di poter avere un maggiore sviluppo dell'apparato radicale. La struttura esterna del materiale è porosa, ma ogni cellula è chiusa per cui non essendo in comunicazione con le altre non è in grado di trattenere a lungo l'acqua. Essendo molto leggera tende a salire in superficie, ma a ciò si può ovviare con un leggero strato di pacciamatura sulla superficie del contenitore. 
 Il terriccio preferibile è quello ricavato dal disfacimento delle foglie di faggio, ma in mancanza vanno bene anche i terricci commerciali a base di torba. Nella confezione deve essere indicato il grado di acidità, da preferire quello per acidofile.
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